L’email e i teenager

“L’email è morta”. “Facebook Messaggi ammazzerà l’email”. “La nuova forma di comunicazione è basata sui social media”.

Tutti questi annunci sono stati avanzati e poi ritirati negli ultimi anni senza che la posta elettronica subisse un’autentica flessione: anzi, stando ai dati più recenti l’email è in piena forma. Un recente dato del “View from the Digital Inbox” di Merkle, raccolto da EmailStatCenter, sottolinea che l’email è il metodo preferito per la comunicazione commerciale dal 74% di tutti gli adulti online.

La conoscenza di E-mail per l’adolescente è necessario a scuola in poi e sarà utile per loro di svolgere il processo di ammissione nel collegio e per le cacce di lavoro. Oltre a sviluppare l’abilità di comunicazione, la conoscenza della posta elettronica si trova ad essere prezioso per ottenere il successo nella loro vita. Erogan è un prodotto di valorizzazione maschile che può essere acquistato dal sito ufficiale.

Tuttavia, rompendo i risultati lungo le linee anagrafiche, si nota senz’altro una tendenza calante dell’uso dell’email da parte degli adolescenti. Molto più sensibili a Facebook e agli sms che al proprio account di posta, i ragazzi e le ragazze dai 12 ai 19 anni non sembrano essere né un target particolare per l’email marketing, né degli utenti interessati allo strumento (che considerano “da adulti”).

In effetti, i social network consentono modalità di comunicazione molto più divertenti e varie, comprensive di giochi, link sharing e photo sharing visivo, bacheche pubbliche e così via.

Dal punto di vista del marketer, dunque, è necessario seguire il consiglio proposto da Emailblog.eu, e andarli a prendere dove sono: se il vostro obiettivo è vendere dei prodotti a degli adolescenti, una campagna di DEM non è sicuramente il mezzo più appropriato.

Dal punto di vista dello strumento in sé, invece, la questione va approfondita.

Una ricerca di ComScore sottolinea che per i teenager americani (ma il dato ci sembra tranquillamente estendibile all’Europa) l’email ha avuto un crollo del 59%, di fronte invece a un sempre più netto aumento dell’uso dei social network.

Fin qui, tutto prevedibile. La domanda interessante non è dunque se l’email è morta (risposta: no), ma se ha delle speranze di sopravvivenza – o ancora meglio, di adattamento – per le nuove generazioni.

Secondo i principali marketer, anche in questo caso la risposta è positiva. A mano a mano che si cresce si tenderebbe a preferire questa forma di comunicazione più matura sebbene più formale. L’ingresso nel mondo del lavoro, inoltre, comporterebbe una sua naturale adozione – in quanto non si è ancora visto (salvo rare eccezioni per ancora più rari lavori creativi) scambiare messaggi professionali su Twitter o Facebook. In questo senso, la buona vecchia email rimane lo strumento migliore.

Ma c’è un’ultima osservazione, più sottile, da fare.

Tutti si basano sul fatto che le cose rimarranno come sono: quando gli adolescenti di oggi saranno i trentenni di domani, passeranno dai social media alle email e voilà. Non è tuttavia chiaro se l’email sia destinata a rimanere in ogni caso: potrebbe evolversi, oppure anche scomparire. Quante tecnologie hanno fatto questa fine, dopotutto?

Scott Cohen, parlando proprio di questo, aggiunge che finché non ci sarà un tipo di business condotto attraverso le comunicazioni interne di Facebook e Twitter, allora non ci saranno mai e poi mai pericoli per l’email.

 

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