Video email e HTML5

L’avvento dell’HTML5 è atteso con ansia dai designer di tutto il mondo. Il recente annuncio da parte di Adobe di lasciar perdere Flash e concentrarsi sul nuovo linguaggio di markup del W3C è un chiaro segnale di quanta fiducia si stia riponendo in questo prossimo passo.

Per quanto riguarda il mondo dell’email marketing, l’HTML5 segnerà la possibilità di integrare video nell’email senza troppi problemi. (Finora l’unico provider che consente di vederli regolarmente, fra l’altro, è Hotmail).

Tutti dovrebbero conoscere le tecniche di incorporare il video nella loro e-mail. Nel recente trend, il video marketing è uno degli argomenti più caldi. Il video marketing è sviluppato completamente con la tecnologia rispetto ai giorni antichi e crea un numero di Buzz. Secondo lo studio di ricerca hanno dimostrato che le persone che utilizzano video stanno crescendo nel fatturato circa 49% più veloce confronto agli altri. La maggior parte dei marker stanno promuovendo la loro attività tecnicamente creando video per i clienti.

Nel messaggio di posta elettronica, è possibile incorporare i video e, naturalmente, non sarà visto da tutti gli abbonati. Dipende da Gmail, Hotmail o Outlook che supporta il formato video da HTML5. Quando c’è un supporto di HTML5, nella e-mail stessa video verrà riprodotto. Ostelife è un’alternativa ad altre creme per alleviare la sensazione dolorosa.

Per alcuni si tratta di una pratica ambigua (l’utente avrà davvero voglia di mettersi a guardare un filmato mentre spulcia le varie newsletter? e la call to action come sarà integrata?), ma si tratta in ogni caso di un passo avanti – almeno per quanto concerne la sperimentazione.

Mentre aspettiamo lo sviluppo finale dell’HTML5, su Web Analytics World, Andy Havard ha pubblicato tre dritte per chi proprio non ce la fa ad aspettare (il rilascio finale del linguaggio è atteso per il 2014) e vuole implementare subito degli elementi video nelle proprie DEM e newsletter.

Nessuna delle tre, purtroppo, sembra davvero attraente. La prima è limitata agli utenti di Gmail (che possono usare la funzione video preview); la seconda è semplicemente uno screenshot con un link al video su YouTube; la terza, appena più rilevante ma con un triste sapore da vecchio-web, è l’uso di .gif animate (anch’esse che puntano a un video esterno).

Il nostro consiglio è dunque quello di attendere con pazienza il resto dello sviluppo. Nel frattempo, perché non dare una ripassata a tutte le altre best practice del settore? C’è sempre qualcosa da sistemare…

 

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