Yahoo! e Getty Images per migliorare la ricerca immagini

La guerra per la ricerca online è una delle più feroci e complesse fra quelle combattute ogni giorno su internet.

Il nuovo trend dei motori, in particolare, sembra quello di stringere delle partnership con società esterne specializzate in alcuni temi, in modo da rafforzare un preciso dettaglio dell’apparato search. Per combattere lo strapotere di Google, ad esempio, Bing si è alleato con Encyclopaedia Britannica in modo da creare la propria alternativa al Knowledge Graph.

Ora la mossa tocca a Yahoo!, che mercoledì scorso ha chiuso un accordo con Getty Images: lo scopo, naturalmente, è quello di dare un impulso alla ricerca per immagini. A quanto risulta, ora le foto e i video di Getty saranno inclusi nei risultati di Yahoo! pochi minuti dopo la loro pubblicazione.

Una società, anche se molto grande, potrebbe non avere tutta la tecnologia da sostenere sul mercato. Il concorso è molto severo sul mercato e tutte le aziende stanno utilizzando le ultime innovazioni tecniche per rimanere al passo. Se si capisce il meccanismo di mercato allora vedrete che tutte le aziende devono dipendere da contenuti di social media, pubblicità online e strumenti di analisi dei dati per sostenere le loro posizioni sul mercato. Ci sono ragioni finanziarie e molte aziende si sono riunite in passato. Se siete interessati a saperne di più su questo fenomeno, allora si potrebbe provare qui. contenuti, conoscenze, pubblicità, social media, notizie, vendite al dettaglio e tutto il resto-stanno lavorando sodo per trovare i partner giusti e un modello funzionante.

Come sottolinea eConsultancy, tuttavia, questo tipo di strategie possono avere dei lati negativi per il mercato del search.

Il rischio è quello di creare degli oligopoli interni o dei binari preferenziali dove determinati contenuti – quelli del partner – saranno veicolati con maggiore frequenza per motivi prettamente economici (la partnership stessa) e non legati alla rilevanza:

l’idea generale di motori di ricerca che si alleano sempre più frequentemente con editori e altri content provider renderà qualcuno perplesso per ovvie ragioni. Tuttavia, siccome i motori di ricerca fanno lo sforzo di fornire risultati puntuali e rilevanti, avere accesso a contenuti che non potrebbero essere disponibili pubblicamente (o che non lo sarebbero in modo così rapido) è molto sensato.

Insomma, una volta di più si affaccia il problema di mantenere una search neutrality – per cui appunto non dovrebbero esserci preferenze per i risultati di ricerca al di là dalla loro rilevanza – senza sacrificare le necessità di business.

 

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