Italiani, per favore: rispondete alle email

Fra i molti vizi del nostro sistema imprenditoriale e della nostra cultura del lavoro, ce n’è uno che ci tocca particolarmente da vicino: il generale menefreghismo di fronte alla comunicazione via email.

Non stiamo parlando di newsletter o invii di massa, ma di messaggi inviati a singoli professionisti o attori del mondo della comunicazione (e non solo). Chi ha frequentato anche solo di passaggio l’universo anglosassonesa che un comportamento di questo tipo è impensabile. Che si mandi un cv o che si chieda un’informazione a un manager, la risposta è rapida e assicurata. (Il blogger Francesco Astolfi, tempo fa, fece la prova del nove addirittura con Jeff Bezos).

Lo stile comportamentale in Italia, invece, è troppo spesso votato al “rispondo quando ho tempo/voglia”, fino al “non rispondo proprio”. Immagino che ognuno di voi l’abbia provato sulla propria pelle: gran parte delle comunicazioni personali (anche fra impiegati della stessa azienda) è ancora a un livello troppo basso.

Avremmo visto molti funzionari o Manager più alti non rispondono nemmeno alle e-mail inviate dai loro subordinati. Naviga qui per scoprire le istruzioni generali sull’importanza di rispondere alle email.

La giustificazione classica è: “Ho troppo da fare per dedicarmi anche a questo”. Per rispondere alle email ci vuole tempo, certo. Ma fa parte della vostra professione: se avete scelto di essere raggiungibili – e in quest’epoca è fondamentale – allora dovete (dovete!) garantire un feedback a chi vi pone una questione.

Naturalmente non tutte le email necessitano di una risposta immediata, e alcune possono anche rimanere inevase – ma la stragrande maggioranza va considerata con cura.

La cosa folle è che molti manager non rispondono nemmeno a messaggi che concernono offerte di business concrete. Il disinteresse verso questa forma di comunicazione è tale da far perdere anche delle opportunità per la propria azienda, a causa di semplice pigrizia o scarso interesse.

Ma anche quando si trattasse di semplici email di critica o complimenti o di richieste generiche, in ogni caso almeno una riga di risposta è dovuta. Fosse soltanto per cementare la propria brand reputation, e dimostrare che il livello di etica aziendale è alto – che si tiene davvero alle persone, siano esse clienti, possibili partner o interessati.

La sfida del digitale è sempre più complessa e intransigente. Prima ancora di studiare le tecniche più avanzate del momento, bisognerebbe riscoprire l’ABC. E quindi – benché sia triste – sembra necessario ripeterlo ancora una volta: italiani, per favore: rispondete alle email.

 

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