di Massimiliano Chiucchiù

 

Questo articolo è dedicato a tutti quelli che almeno una volta nella vita hanno ricevuto almeno un’email di spam, ovvero il 99% della popolazione informatizzata. Appurato il fatto che siamo davvero in tanti, ecco una piccola guida su come contrastare questo fenomeno apparentemente inarrestabile.

Lo spam non si combatte semplicemente cancellando l’email che vi è arrivata oppure spostandola nella cartella della posta indesiderata. Richiede un po’ più di tempo: ci sono infatti vari step da seguire e occorre fare anche una distinzione tra spammer italiani e spammer stranieri, la cui segnalazione richiede uno sforzo maggiore.

C’è una grande differenza tra email di spam e email marketing. Molte persone non sono in grado di distinguere tra i due. Spam significa inviare e-mail non richieste e ripetute. Se si sta anche facendo lo stesso errore poi guardare le e-mail con attenzione. Provate a personalizzarli e renderlo più user-friendly. Invece di bulk, a volte è meglio inviare e-mail individualizzate. È possibile ottenere ulteriori informazioni sulle e-mail di spam su questo sito.

Ma andiamo per gradi.

Spam è il termine con cui si indica l’invio indesiderato (e spesso incessante) di messaggi pubblicitari o presunti tali. Le operazioni di invio possono realizzarsi via e o tramite i gruppi di discussione. Quindi, se vi imbattete in messaggi email italiani con le caratteristiche sopra elencate, potete procedere come segue:

  1. Se siete infastiditi.

Diffida personale (gratuita): compilare questo modulo di contatto ed inviarlo al mittente dello spam. Se entro 15 giorni dalla data di ricevimento non riceverete alcun riscontro dello spammer, allora potrete passare allo step B.

  1. Se siete arrabbiati.

Segnalazione al Garante della privacy (gratuita). E’ necessario inviare un’email all’indirizzo urp@garanteprivacy.it, senza troppe formalità e con oggetto “Segnalazione Spam”, riportando i vostri dati, l’header dell’email di spam che avete ricevuto e l’email stessa.

Dopodiché non vi resta che aspettare che il Garante verifichi tutti i dati ed invii la diffida al mittente. Se costui persiste nella sua attività illecita, passate pure allo step C.

  1. Se odiate veramente lo spammer.

Ricorso (a pagamento). Se i punti A e B hanno dato scarsi risultati, allora non avete altra scelta che rimboccarvi le maniche e presentare ricorso al Garante. Questo implica un versamento di 150 euro in diritti di segreteria. Per la spesa non dovete preoccuparvi, perché se avete tutte le carte in regola e riuscirete a dimostrare che avete ricevuto spam senza dare il consenso al mittente, questi vi verranno restituiti con gli interessi.

Un metodo più indiretto è quello di blacklistare il mittente, ovvero segnalarlo ad su alcuni siti che hanno il compito di raccogliere informazioni sugli spammer al fine di inibirgli l’invio di messaggi email sia nei vostri confronti che verso altri utenti. Potete facilmente avviare questa procedura da questo sito internet. Funziona sia per gli spammer italiani che per quelli internazionali.

Per ulteriori informazioni, trovate la legge 675/1996 sul sito del Garante.

[21/11/2011]