Negli ultimi anni, il web ha dimostrato una sempre più ampia tendenza alla fruizione in tempo reale. Il nowism – il culto della gratificazione istantanea, dell’aggiornamento continuo, del ctrl+f5 per fare refresh su ogni pagina – ha ampiamente preso piede, imponendosi quasi come un nuovo standard.

Da un lato i critici ne vedono gli effetti negativi in termini di scarso approfondimento dell’informazione e costante desiderio di novità effimera: l’importante è twittare al volo ciò che succede, copiare la realtà in diretta senza preoccuparsi di indagarla e comprenderla. (E spesso incorrendo in narrazioni scorrette o del tutto imprecise).

Il che è sicuramente un problema – e ha dei risvolti anche psicologici, come nel caso della FOMO – e merita di essere considerato soprattutto a livello giornalistico, e di come il processo di ricerca dell’informazione stia cambiando (e sia cambiato) radicalmente.

Tuttavia, non si può negare che tali strumenti abbiano dei notevoli vantaggi: in casi di notizie gravi – una catastrofe naturale – avere degli update in tempo reale è estremamente utile. E in ogni caso, il paradigma del “tutto e subito” sembra comunque una tendenza che è qui per rimanere.

Il problema resta dare un senso e organizzare, o almeno aiutare l’utente a orientarsi, in questa massa enorme di tweet, status, post di Tumblr, commenti e fotografie che appaiono sulla superficie mossa dell’oceano 2.0 per poi affondare un secondo dopo.

Non sorprende dunque il successo mediatico di Bottlenose – da ieri disponibile in versone beta: un motore di ricerca dedicato all’estrazione di dati social in real time.

Ad esempio, una ricerca della stringa “Olympic Games” dà questo risultato (cliccate sull’immagine per ingrandire):

Come si può notare, Bottlenose seleziona un gruppo di fonti giornalistiche “classiche” (il Guardian, la BBC ecc.) accostate ai tweet e ai link più trendy, insieme ad altri argomenti di stretta attualità e relativi all’argomento cercato.

L’ossessione anche semantica di Bottlenose sembra proprio quella del trending topic: riportare ciò che va, ciò che è hot, in questo esatto momento. Ciò che è effimero ma insieme importante, “sul pezzo”, è il nutrimento preferito dello spider del motore.

Lo strumento potrà essere molto utile per i marketer che vogliono avere il polso di ogni variazione di commenti e opinioni delle persone; ma più in generale è un’interessante istantanea del web sociale: una fotografia che parla la lingua di una rilevanza assoluta ma momentanea.

Del resto la sfida di Bottlenose è proprio questa: proporsi come una sorta di Google per il tempo reale.

A causa della struttura del proprio algoritmo PageRank, infatti, Google fatica ad estrarre i contenuti rilevanti qui e ora dal flusso continuo di dati prodotti da social media e blog: richiede più tempo e la presenza di backlinks.

Bottlenose vuole coprire esattamente tale vuoto, sfruttando gli input delle API pubbliche da Facebook, Twitter, LinkedIn, Google+, Instagram e altre piattaforme simili. Il suo algoritmo – chiamato non a caso StreamSense – è tutto concentrato su “ciò a cui la massa sta prestando attenzione”.

Anzi: il CEO dell’impresa, Nova Spivack, l’ha messa giù con una frase ancora più incisiva e inquietante insieme: “La nostra mission è di organizzare l’attenzione del mondo”.