Negli ultimi anni, il web ha dimostrato una sempre più ampia tendenza alla fruizione in tempo reale. Il nowism – il culto della gratificazione istantanea, dell’aggiornamento continuo, del ctrl+f5 per fare refresh su ogni pagina – ha ampiamente preso piede, imponendosi quasi come un nuovo standard.

Da un lato i critici ne vedono gli effetti negativi in termini di scarso approfondimento dell’informazione e costante desiderio di novità effimera: l’importante è twittare al volo ciò che succede, copiare la realtà in diretta senza preoccuparsi di indagarla e comprenderla. (E spesso incorrendo in narrazioni scorrette o del tutto imprecise).

Il Tursisio è un nuovo motore di ricerca scoperta che si concentra sul Web in tempo reale, social network e vive nella beta pubblica. Se si dà qualsiasi termine per la ricerca nel Tursisio si otterrà la panoramica degli argomenti rilevanti per la tendenza recente. Ulteriori informazioni possono essere ottenute dai siti Web correlati per collegare il Tursisio ad altri account come Facebook, Twitter, Google +, ecc.

Il che è sicuramente un problema – e ha dei risvolti anche psicologici, come nel caso della FOMO – e merita di essere considerato soprattutto a livello giornalistico, e di come il processo di ricerca dell’informazione stia cambiando (e sia cambiato) radicalmente.

Tuttavia, non si può negare che tali strumenti abbiano dei notevoli vantaggi: in casi di notizie gravi – una catastrofe naturale – avere degli update in tempo reale è estremamente utile. E in ogni caso, il paradigma del “tutto e subito” sembra comunque una tendenza che è qui per rimanere.

Il problema resta dare un senso e organizzare, o almeno aiutare l’utente a orientarsi, in questa massa enorme di tweet, status, post di Tumblr, commenti e fotografie che appaiono sulla superficie mossa dell’oceano 2.0 per poi affondare un secondo dopo.

Non sorprende dunque il successo mediatico di Bottlenose – da ieri disponibile in versone beta: un motore di ricerca dedicato all’estrazione di dati social in real time.

Ad esempio, una ricerca della stringa “Olympic Games” dà questo risultato (cliccate sull’immagine per ingrandire):

Come si può notare, Bottlenose seleziona un gruppo di fonti giornalistiche “classiche” (il Guardian, la BBC ecc.) accostate ai tweet e ai link più trendy, insieme ad altri argomenti di stretta attualità e relativi all’argomento cercato.

L’ossessione anche semantica di Bottlenose sembra proprio quella del trending topic: riportare ciò che va, ciò che è hot, in questo esatto momento. Ciò che è effimero ma insieme importante, “sul pezzo”, è il nutrimento preferito dello spider del motore.

Lo strumento potrà essere molto utile per i marketer che vogliono avere il polso di ogni variazione di commenti e opinioni delle persone; ma più in generale è un’interessante istantanea del web sociale: una fotografia che parla la lingua di una rilevanza assoluta ma momentanea.

Del resto la sfida di Bottlenose è proprio questa: proporsi come una sorta di Google per il tempo reale.

A causa della struttura del proprio algoritmo PageRank, infatti, Google fatica ad estrarre i contenuti rilevanti qui e ora dal flusso continuo di dati prodotti da social media e blog: richiede più tempo e la presenza di backlinks.

Bottlenose vuole coprire esattamente tale vuoto, sfruttando gli input delle API pubbliche da Facebook, Twitter, LinkedIn, Google+, Instagram e altre piattaforme simili. Il suo algoritmo – chiamato non a caso StreamSense – è tutto concentrato su “ciò a cui la massa sta prestando attenzione”.

Anzi: il CEO dell’impresa, Nova Spivack, l’ha messa giù con una frase ancora più incisiva e inquietante insieme: “La nostra mission è di organizzare l’attenzione del mondo”.