Real time web marketing

(Foto: Theconversationprism.com)

di Giovanni Scarangella

 

Il Web 2.0 sta progressivamente lasciando il posto a una nuova versione di Internet, in cui si muovono player come Twitter, Facebook, FriendFeed e Foursquare.

E’ cambiato il modo di comunicare e confrontarci e sono cambiate le modalità comunicative tra azienda, cliente e prospect. Siamo definitivamente entrati in una spirale che richiede una continua conversazione, il più globale possibile.

Come sostiene Gianluca Diegoli in [mini]marketing, “Non è la vostra promozione ma la loro conversazione a differenziare il vostro prodotto, a provocarne un acquisto.”

In questo scenario, per le aziende è fondamentale partecipare, intervenire, confrontarsi, seguendo le nuove strategie di buzz marketing, investendo del tempo sulle nuove modalità d’interazione e comunicazione che è prematuro definire come Web 3.0 ma che vengono definite  Real Time Web.

Capiamoci. Gli avvenimenti recenti, come la morte di bin Laden, sono stati segnalati su Twitter prima di essere trasmessi in televisione, le notizie viaggiano ormai dal basso, sono i cittadini a raccontare gli eventi. In quest’ottica ogni singolo soggetto, professionista o azienda può sfruttare il Real Time Web per potenziare la propria visibilità e autorevolezza in chiave personal branding.

Visto con gli occhi del business ciò si traduce in opportunità da cogliere. In un contesto in Real Time come quello descritto, le aziende hanno iniziato, o stanno iniziando, a constatare che i processi di social networking possono effettivamente migliorare quelli di business.

Pepsi e Ford utilizzano Twitter come canale di assistenza live; lo stesso viene fatto da Telecom Italia mediante un Twitter Team dedicato. Le aziende, partendo dal monitoraggio e dall’analisi delle conversazioni online, stanno modificando il modo di fare marketing legato alle conversazioni: si tratta di fare marketing con i consumatori e non verso i consumatori.

I modelli di business abilitati dai paradigmi del Web 2.0 e dall’interazione spontanea degli utenti hanno portato ad alcuni casi di eccellenza anche in Italia. Reply, società di consulenza, ha creato nel 2007 la piattaforma TamTamycapace di stimolare percorsi collaborativi coinvolgendo clienti e prospect in una vera e propria Community.

Hoepli, casa editrice e libreria on-line, ha creato un blog e un profilo Facebook con i quali conversare in real time con clienti e lettori, riservando grande attenzione ai feedback ricevuti.

Barilla, la nota azienda alimentare, nel concept Nel Mulino che Vorrei ha permesso agli utenti di partecipare alla creazione di nuovi prodotti e servizi conversando, parallelamente, attorno al brand e ai prodotti. I risultati, anche grazie alla presenza massiccia sugli spazi virtuali, sono sorprendenti.

In definitiva le aziende, come dimostra lo studio intitolato non a caso The Language of Love in Social Media, stanno iniziando solo ora a considerare il fenomeno Social Media e Real Time Web impiegando apparati aziendali capaci di interagire rapidamente e in modo attuale con il mercato.

[09/06/2011]

 

 

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