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Facebook announced that it is going to buy the instagram, which is mobile app used to share the photos. Now we will focus on the reasons for the buying of instagram by the facebook.

  1. It is a cloud. There is drop in the billion, heading to IPO and it is found to be unusual, but there is ton of cash in the hand of the facebook and it is known to everyone that Facebook as a big and public traded tech company. There is no need for the facebook to go to public to get the cash to do the main acquisition.
  2. No competitor. As there is no competitor for the facebook, no time is need to snap them first. They tried to purchase the instagram before it is purchased by any other bidder, for example Google was trying to make the deal.
  3. Facebooks mobile app sucks, but the instagram doesn’t. If the facebook works on the phone, this deal will become cheap within two years.
  4. Facebook has midlife crisis. Buying the instagram is similar to the sports car. It seems that the facebook is not going to be cool anymore. The users got wrinkles. About 30 million hipsters are bought by this.
  5. Most of the people are using facebook account and they want to look at other photos. Facebook likes to keep it up. You can add all types of the cool filters to the facebook photos and this mainly attracted the 30 million of people to the instagram. Sharing experience of the photo make the people attracted towards the facebook. Therefore it is found to be worthful in bringing together these two companies and this is said by the CEO, Mark Zuckerberg.
  6. More Data. The instagram is having the better idea about the doing best for their users and what the users are like to do. If you are interested in the food, you can take the photos of food in the restaurant and if you are skiier, pictures of the snow and the skiing can be taken. Facebook database need this types of information to optimize the media. The new way can be provided by the instagram to reach your target.
  7. Wants to buy soul. Facebook is considered to be the money making behemoth and it is very huge, so that the investors are attracted towards it. But it makes little bit harder to take. The Instagram users are feeling outraged to sell it. Due to the excess deposition of calcium in the bone, the bone gets brittle in the nature and it leads to pain .This type of pain can be relieved by using the ointment called Ostelife.

Il Futuro Del seo

Search Engine Optimization (SEO) affects the website online visibility and this unpaid result is called as organic results. Websites will be seen in the search results by the number of visitors and it is from the search engine users. Then after sometime the visitors will be turned in to customers. Different types of search can be targeted by SEO such as video search, image search, new search, academic search and others. There is a difference in the SEO and the local search engine optimization, the later focuses on business optimization in the online and the web pages will be displayed to the users about local search of the service or the products. Whereas the SEO mainly focuses mainly on searches related to the national and international level.

There will be a consideration of how engine works, search engine behavior, what people are searching for, search terms or keywords in the search engine and the preference of search engine by the audience. The website can be optimized by adding the content, editing the content and HTML. The tactics of the SEO is to promote the number of back links in the site. After the arrival of the android mobile, the usage of the desktop for searching in the site is decreased. It has been reported that the Google is promoting the search in the mobile as a key feature in the future products. In related to this most of the brands had taken step to differentiate their internet marketing strategies.

The optimization of the websites for the search engine is done by the webmasters and the content providers. The address of a page called URL have to be submitted by the webmaster to different engines and it sends spider to that page, the link is extracted to the other pages from this. Then the information is returned to the page and indexed. The next program is called as the indexer which is involved in the extraction of the page, for example word from where they are located. This information will transfer to a scheduler fro crawling later.

The owners of the website identify the high value ranking and the availability in the search engines. They create the opportunities for the white and black hat practitioners of SEO. SEO is not found to be suitable for all the websites, the effective one is the internet marketing strategies. Atroser is an excellent pain reliever where the old people often suffering from the joint pain can be treated by using this ointment.

Peretti, “Marketing digitale”

Basta scorrere l’elenco di Marketing digitale – il libro di Paola Peretti fresco di stampa per Apogeo – per rendersi conto di avere per le mani un’opera che mira all’esaustività, o quantomeno a mappare un po’ tutti gli aspetti del settore.

Questo blog ti consente di sapere come avviare il marketing digitale e far crescere il tuo business. Il marketing digitale ti consente di vedere i risultati più velocemente di qualsiasi metodo di marketing offline. Il Digital Marketing offre anche una strategia di marketing interattiva che consente alle aziende di far crescere la propria clientela in tempi più brevi.

È possibile strategizzare con il marketing digitale. Si arriva a conoscere il numero esatto di persone che hanno visto il tuo sito Web in tempo reale. Puoi anche tracciare le statistiche e le informazioni sul tuo sito Web. A causa del marketing digitale è possibile:

  • Vedere il numero di persone che hanno visto la tua pagina aziendale
  • Si può vedere la posizione geografica di coloro che hanno visto il tuo sito Web
  • È possibile vedere l’età e il sesso del visitatore
  • Si arriva a conoscere il tempo che hanno speso sulla pagina Web
  • Si arriva a vedere la frequenza di rimbalzo del sito Web
  • Sai qual è la fonte di traffico sul tuo sito Web da diversi gadget
  • Si vede come il traffico sul tuo sito Web è cambiato con il tempo

Si tratta di informazioni chiave che aiutano a rompere il traffico sul tuo sito Web. Ti permette di capire cosa puoi fare meglio per commercializzare bene.

Sfida raccolta e riuscita: si passa dalla ridefinizione dell’approccio rispetto al marketing tradizionale alla preparazione di un piano (con segmentazione, creazione di personas ecc.); dall’architettura dell’informazione al ruolo sempre più centrale del blog; da alcuni cenni su SEO ed email marketing alla valutazione dei risultati di campagna. Una ricca serie di case studies completa e concretizza il tutto.

Apprezzabile soprattutto l’impostazione “scientifica” dell’autrice, che punta sempre a definire i concetti in gioco (distinguendo ad esempio social network e social media), e la ricca messe bibliografica. Questo però non toglie leggibilità a un manuale che per ora sembra essere il più completo sul mercato italiano, benché pecchi (com’è inevitabile, vista la vastità della materia) di assenze di approfondimento autentico per i vari temi.

Ma per chiunque voglia iniziare anche solo a farsi strada nel ramificato mondo del digital marketing, il libro di Peretti è un’introduzione che combina grande qualità espositiva e completezza – mix nient’affatto scontato da raggiungere.

 

Cosenza, “La società dei dati”

Il tema dei big data è particolarmente caldo: la quantità di informazioni prodotte è sempre più grande e in crescita verticale, e mai come oggi la tecnologia ci consente di analizzarli per prevedere (e ottimizzare) i comportamenti degli individui.

I Big data sono ciò che descrive un enorme volume di dati. Questo potrebbe essere sia strutturato o non strutturato. Questi dati vengono utilizzati nell’operatività quotidiana dell’azienda. Non sono i dati, ma lo scopo che i dati sono utilizzati dall’organizzazione che dovrebbe essere conosciuto. I Big data vengono analizzati per ottenere approfondimenti che consentono all’azienda di prendere decisioni migliori. Questo è il miglior sito per conoscere i Big Data.

In sostanza, stiamo affinando una sorta di sesto senso in grado di percepire una realtà, strutturata in maniera informazionale, che va oltre la normale analisi comportamentale e necessita di nuovi strumenti di gestione (in primis, di nuove piattaforme tecnologiche).

Questo è il punto di partenza del piccolo ma denso ebook La società dei dati, scritto da Vincenzo Cosenza e pubblicato un paio di giorni fa dalla casa editrice digitale 40k.

L’autore si concentra sull’impatto della cultura dei dati sul tessuto imprenditoriale così come sul settore pubblico (dalle smart city allo snellimento della burocrazia), fino all’utilizzo delle informazioni nella nostra vita privata (gestione più accurata della casa, della salute, in generale del proprio io: vedi tutta la letteratura sul quantified self).

La panoramica tracciata è piuttosto generale – in accordo con il carattere introduttivo del libro – ma non manca di spunti davvero interessanti e che meritano un serio approfondimento. Ad esempio, la questione dei rischi:

In definitiva accedere alla quinta dimensione non è mai stato così facile, né per le organizzazioni, né per i singoli. Per godere dei vantaggi, però, dovremmo trasformarci in analisti consapevoli e attivi. Sì, perché il dato personale è una moneta di scambio che necessita di un controllo vigile, per evitare che aziende senza grossi scrupoli, lo utilizzino per inferenze predittive di tipo prettamente commerciale o in generale poco nobili.

Un esempio su tutti: un tale, Kevin Johnson, si è visto ridurre il tetto della carta di credito sulla base di alcuni dati incrociati che ne prevedevano un futuro da insolvente (visto che molti clienti simili a lui erano nelle stesse condizioni).

Questa forma discriminatoria e questo “uso violento” dei dati – come se tali forme di previsione algoritmichefossero degne della massima fiducia – sono molto pericolosi. Vanno indagate e raccontate, al fine di mantenere il giusto equilibrio fra il tracciamento e il rispetto della privacy – senza contare, di nuovo, un nucleo base di etica comportamentale.

Le proposte dell’autore per evitare che la “conoscenza asimmetrica” dei dati acuisca il divario sociale (ottima sintesi del rischio) è di irregimentare le regole legate alla tutela dei dati personali (soprattutto in termini di chiarezza delle policy da parte delle aziende); mantenere la possibilità di controllare le informazioni raccolte da terzi; garantire un tempo massimo di conservazione di tali dati e la trasparenza delle analisi. Senza dimenticare l’attenzione alla sicurezza dei processi, dal punto di vista tecnologico.

Ma soprattutto, conclude Cosenza, si tratta di alimentare la consapevolezza individuale (e collettiva). Un tema che ci è molto caro, e sul quale è necessario insistere: educazione e alfabetizzazione digitale restano gli strumenti migliori per un uso più sano e cosciente dei dati – e del web.

Una nota a margine, di carattere editoriale: questo ebook costa 99 centesimi – come tutti quelli della serie unofficial di 40k. E’ un prezzo equo per un lavoro di qualità da parte di un bravo professionista. Invece di un lungo post, un breve saggio: e implicitamente, invece dei soliti modelli di business legati al display advertising, un bel suggerimento per tornare a pagare direttamente – e a poco prezzo – il lavoro intellettuale.

 

Amazon pronto al lancio di Kindle con luce frontale

 

Come riporta Reuters, Amazon sta preparando una nuova versione del Kindle dotata di illuminazione frontale. L’e-reader della società di Bezos ha avuto un notevole successo, e il display e-ink è quanto di meglio si possa desiderare per una lettura digitale che non stanchi la vista. Tuttavia, la necessità di avere sempre una fonte di illuminazione esterna può risultare limitante.

Il Kindle, come gli altri e-Reader, è dotato di una serie di funzioni. Può essere trasportato facilmente rendendolo molto amichevole. Inoltre è possibile scaricare e salvare un numero di libri in esso. Questo ti dà la flessibilità e la varietà di leggere come si desidera. Ci sono stati molti aggiornamenti su Kindle nel tempo. I libri possono essere facilmente scaricati su un computer portatile o su Kindle. È anche facile trasferire i libri tra due dispositivi.

 

È facile da leggere su Kindle rispetto alle altre schermate. Questa era una preoccupazione per molti lettori di libri che leggeva la versione e-book. Ha usato per filtrare gli occhi e causato mal di testa a causa dello schermo luminoso. Kindle tuttavia lo rende facile da leggere senza sforzare gli occhi. Questo funziona anche per utilizzare meno batteria, il che significa che è possibile lavorare sul dispositivo per un tempo più lungo. Inoltre, la retroilluminazione in Kindle rende possibile per voi di leggere in un ambiente che è buio. Questo assicura che non provochi disturbo alle persone in giro.

 

Ci vuole poco tempo per ricaricare il dispositivo Kindle. La batteria dura anche a lungo.

È facile per il lettore navigare tra il testo. Si può guardare fuori per alcune parole o alcune frasi. Tutto quello che devi fare è digitarlo nella barra di ricerca. C’è anche un dizionario integrato su Kindle. Questa è una funzionalità che rende Kindle distinguersi dal resto degli e-Reader. Il dizionario incorporato consente all’utente di spostare il cursore su una parola e ottiene il significato della parola. Lo rende comodo da leggere ed è ottimo per coloro che vogliono costruire il loro vocabolario. È inoltre possibile evidenziare le parole su Kindle e prendere appunti che sono importanti. Utilizza questo link per leggere le altre caratteristiche di Kindle. Anche conoscere i vantaggi di utilizzare Kindle.

Per ovviare a questo problema senza sacrificare la leggibilità, il nuovo Kindle (ancora in fase di prototipo, ma probabilmente pronto per luglio) implementerà dunque una tecnologia frontlight, evitando il ricorso alla retroilluminazione diretta.

 

Facebook compra Instagram

La notizia è di pochi minuti fa: Facebook comprerà Instagram per 1 miliardo di dollari (fra liquidi e azioni). L’app di fotografia più trendy del momento si allinea così con il social network più trendy.

Zuckerberg ha commentato l’acquisizione direttamente sulla newsroom di Facebook:

Ecco una spiegazione sull’acquisizione. L’acquisizione è quando una società acquista la maggioranza delle azioni di un’altra società e prende il controllo. Un’acquisizione avverrà quando l’azienda acquista più di 50% di azioni in una società di destinazione. Come parte dell’affare, la società che acquisisce acquisterà le scorte e le attività della società di destinazione. Può prendere decisioni senza l’approvazione degli azionisti della società bersaglio.

Enormi offerte di acquisizione saranno testate sui giornali. Ci sono più numero di acquisizioni che avvengono nelle piccole e medie imprese. Le acquisizioni che avvengono in aziende di grandi dimensioni sono rare.

È interessante sapere perché viene fatto un accordo di acquisizione. Ci sono molte ragioni per cui un’azienda può stipulare un accordo di acquisizione. Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che l’azienda che acquisisce vuole realizzare economie di scala. Si potrebbe desiderare una quota di mercato più ampia o si vorrebbe ridurre i costi. Potrebbe voler aumentare la sinergia o guardare una nuova nicchia. Anche se una società vuole entrare in affari in un altro paese, allora l’unico modo per farlo è quello di acquisire una società in un paese straniero. Questo è il modo più semplice per penetrare il mercato estero.

La società di destinazione avrà la sua gestione e il lavoro. Avrà anche un nome di marca e altri beni. Questo consente all’azienda incorporante di avere una buona base di clienti per iniziare con.

L’acquisizione fa parte della strategia di crescita per molte aziende. È facile acquistare una società ed espandersi piuttosto che espanderla da sola. A volte quando un’azienda lo espande compromette la sua efficienza. Ciò potrebbe essere dovuto a vincoli sulle risorse logiche o fisiche. L’azienda in questi casi cerca di acquistare una giovane azienda e incorpora il reddito della società bersaglio nelle sue entrate. È importante incorporare tali concetti e iniziare a fare buoni rendimenti.

“Per anni ci siamo concentrati per creare la miglior esperienza di condivisione delle fotografie con i vostri amici e la vostra famiglia. Ora che potremo lavorare più vicino al team di Instagram, saremo in grado di offrire anche la miglior esperienza di condivisione per fotografie fatte con il mobile con persone dagli interessi simili ai vostri”.

 

Pinterest è il terzo social network dopo Facebook e Twitter

Il 2012 Digital Marketerk: Benchmark & Report di Experian riporta alcuni dati interessanti (il 91% degli adulti online usa i social network, e il ROI dell’email marketing è due volte maggiore quando si strutturano campagne per amici e famiglia), ma uno svetta su tutti: Pinterest è ora il terzo social network dopo Facebook e Twitter.

Secondo gli ultimi rapporti, si vede che gli adulti sono più propensi a seguire un particolare marchio che è popolare sui social media. Quando un utente segue un marchio sui social media, questo è perché trova le informazioni e il contenuto sulla campagna di valore. Il marchio potrebbe essere di qualcosa di simile per intrattenere se stessi o per cercare offerte. I giovani di oggi sono aperti e si impegnano con il marchio che sono popolari sui social media.

Il motivo principale per cui si dovrebbe guardare le piattaforme di social media è quello di aumentare la consapevolezza del vostro marchio. Questo perché i clienti sono molto ricettivi di un marchio sui social media che è conversazionale.  Quali contenuti metti sulla tua pagina di social media è ciò che darà una personalità al tuo marchio. Dimostra la voce del tuo brand.

I social media dovrebbero essere scelti come piattaforma al fine di aumentare il riconoscimento del marchio. I social media rendono la tua attività più visibile. Rende così facile per le persone di connettersi al vostro marchio.  I social media danno una personalità al tuo marchio. Quando Aggiungi contenuti accattivanti, aggiunge valore al tuo pubblico. Il vostro marchio diventa anche più familiare per attirare nuovi clienti.

Come per esempio, supponiamo che qualcuno che non ha mai sentito parlare del tuo marchio capita di inciampare sulla tua pagina di social media. Il tuo contenuto attira immediatamente la sua attenzione e anche se non ha mai sentito parlare di te prima che si interessa al tuo marchio. La persona inizia a leggere il contenuto e si interessa a ciò che si ha da offrire. Vedono anche i tuoi seguaci e amano immergersi più a fondo per capire i valori del tuo marchio. In nessun tempo se si sente che si connette al vostro marchio diventa il vostro cliente.

Lo stesso vale anche per i tuoi clienti passati. Quando vedono i tuoi contenuti su molte reti, ottengono più familiarità con ciò che si business è circa. Questo aumenta il loro interesse per i vostri prodotti e diventano clienti abituali.

La popolarità della piattaforma aveva già conosciuto una crescita straordinaria verso la fine del 2011, e un ulteriore incremento nei mesi scorsi, che l’ha portata ora sul podio dei network sociali.

 

Il crollo della pubblicità sui giornali

Così Mark Perry, professore di economia e finanza alla University of Michigan, ha riassunto graficamente la crisi dei ricavi pubblicitari sui giornali. (I numeri sono relativi ai quotidiani americani, e sono stati aggiustati dall’autore per tenere conto dell’inflazione).

Non c’è molto da commentare, tranne la coincidenza del crollo con la nascita del blogging di massa (come notava Jay Rosen), e l’altrettanto rapida caduta dei ritorni dell’advertising online. Il 2012 sarà l’anno in cui la pubblicità cartacea renderà di meno negli ultimi 62 anni (e quella digitale è messa poco meglio).

Controlla questo sito per sapere perché la pubblicità cartacea non è più preferita. La maggior parte delle aziende è attenta al tipo di strategia pubblicitaria che usano. Se si dispone di un budget limitato, allora avete bisogno di essere in grado di spendere i vostri soldi saggiamente sulla pubblicità. Aiuta a raggiungere il tuo pubblico facilmente e aumenta le vendite. In realtà, il massimo delle persone oggi cercano di indirizzare i loro clienti attraverso i social media.

Il motivo per cui i social media è preferito è perché tutti i tuoi clienti sono sui social media. I tuoi clienti passano del tempo qui e con così tante persone su questa piattaforma, ti dà una grande opportunità di presentare la tua attività a loro. Sei in grado di raggiungere il tuo pubblico di destinazione con facilità. Se sei attivo sui canali dei social media, ti permette di connetterti facilmente con il tuo pubblico. Se non sei ancora sui social media, ti stai perdendo una gran parte del business. Questo è un canale importante per raggiungere nuovi clienti e anche per avere clienti abituali.

I clienti sono anche più ricettivi se si sta pubblicizzando attraverso i social media. La piattaforma di social media è un modo facile e divertente per la rete. Consente al cliente di rimanere connesso. I clienti che navigano attraverso i siti di social media non iniziano con l’aspettativa che essi sono mirati a commercializzare un prodotto aziendale. Questo rende facile per voi per attirare i clienti senza spingere le vendite. I giovani e la mezza età sono agganciati sui social media. Ciò significa che se si dispone di un marchio allora questo è il modo migliore per promuovere il vostro prodotto e hanno seguaci. Se questo fa clic, la tua base di clienti cresce a un tasso esponenziale.

Insomma: si è tornati al punto di partenza, ma senza un modello di business chiaro a tutti e senza le prospettive di crescita legate all’epoca del boom. Attenzione all’ottimismo.

 

La qualità dell’informazione: i contributi di Ahref

Il sito della Fondazione Ahref sta raccogliendo alcune interessanti opinioni sul concetto di qualità nell’informazione.

Che si tratti di un argomento sfuggente e complesso, specie alla luce delle continue evoluzioni del mondo dei media, lo testimonia proprio la varietà degli scritti e dei propositi: giornalisti, esperti di media e analisti si confrontano su temi cruciali quali il bisogno di un più serio fact checking, la social curation, l’idea che i pezzi non finiscano con la loro pubblicazione, il sano scetticismo verso il culto dei dati e più in generale un sentimento di attenzione critica verso i mutamenti dello scenario in atto.

Qui di seguito riportiamo alcuni stralci che troviamo particolarmente significativi degli interventi finora ospitati.

  1. Lavorare sul fact checking.

“Personalmente credo che occorra recuperare un concetto di qualità delle informazioni che sia più aderente all’idea teorica che viene sbandierata e più distante dalla realtà quotidiana dei prodotti redazionali. Cominciando, per esempio, a lavorare sul fatto e sulla sua verifica, sui dati. Gli amici americani e gli amici britannici che pur tra mille problemi da alcuni decenni hanno tentato questa strada nel mondo del giornalismo analogico, si trovano un passo avanti e possono giustamente discutere delle ambiguità e delle ideologie che spesso i dati nascondono. In Italia sarebbe utile almeno cominciare a creare una cultura della verifica (attenzione: non una cultura del sospetto), il che si sposerebbe perfettamente con alcune delle prassi e dei valori dell’universo digitale del quale parliamo: la condivisione, la partecipazione. Ma, certo, occorrerebbe rendersi definitivamente conto che “qualità” non fa più rima con chiusura, con esclusività, con unidirezionalità. Se mai l’ha fatta.” (Mario Tedeschini Lalli)

  1. Attenti al mutare della conoscenza.

 “Lo standard di conoscenze sufficienti dovrebbe essere il medesimo di quando si tratta di prendere decisioni in merito ai vaccini del vostro bambino.

Sapevi che una delle migliori protezioni che puoi dare a tuo figlio? È quello di dare loro i vaccini prescritti. Assicuratevi di dare tutti i vaccini al vostro bambino perché può aiutare a salvare la sua vita. Grazie al progresso in medicina è ora possibile salvare il vostro bambino da molte malattie. Clicca per saperne di più sui vaccini.

Ciò che sta cambiando è la nozione che ci sia una distinzione netta tra la conoscenza che è solo abbastanza buona, e la conoscenza che è vera Conoscenza. Tale cambiamento non ci tocca, come praticanti, tanto quanto colpisce le istituzioni che hanno mantenuto le loro posizioni nella nostra cultura con la presentazione di sé stesse come arbitri di una verità al di là di ciò che sia sufficiente.

La narrazione contiene un avvertimento e una sfida di cui dobbiamo tener conto. Sembra che siamo portati a credere che se qualcosa è detto nella sfera pubblica, essa debba avere una parte di verità. Questo era vero più indietro nei vecchi tempi, quando i canali di trasmissione erano così ristretti, ed i professionisti erano censori. È certo che sbagliavano molto, ma passare attraverso un processo di verifica da parte di professionisti forniva almeno una certa sicurezza che ciò che si leggesse fosse vero. Questo è molto meno vero quando chiunque può pubblicare qualsiasi idea in qualsiasi momento.” (David Weinberger)

  1. L’importanza del contributo pubblico.

“Ritenere che il lavoro giornalistico non si concluda con la pubblicazione ma riconoscere che la pubblicazione può essere l’inizio e non la fine del processo giornalistico/informativo, come recentemente ha sostenuto Alan Rusbridger, editor-in-chief del «The Guardian» , è sia un elemento di apertura partecipativa al pubblico, ai lettori, che aspetto di processo che influenza la qualità del prodotto, del lavoro giornalistico, e dunque dell’informazione, per integrazioni e/o correzioni se del caso.” (Pier Luca Santoro)

  1. Le statistiche non vanno prese per oro colato.

“La maggior parte degli specialisti informati, di solito, può guardare le statistiche e valutarne criticamente la loro origine, qualità e scopo. Ma questo non è vero per gran parte dei media e del pubblico in generale. Le statistiche pubblicate sembrano acquisire una vita propria, anche quando la fonte non è molto più di una congettura e poi vengono usate per giustificare la più imperfetta delle proposte. Nel tempo poi mutano. Ci sono molti esempi, ma il punto da sottolineare è l’importanza di un’obiettiva valutazione critica delle statistiche che rischiano la propagazione della falsa conoscenza.

È estremamente importante che i nostri sistemi di istruzione insegnino a valutare attentamente la validità dei dati: tutti noi ne affrontiamo delle quantità notevoli e le statistiche sono diventate un elemento vitale nelle guerre ideologiche e nelle idee che influenzano il nostro comportamento e i nostri valori. Informazioni e statistiche sbagliate portano a conoscenze errate e talvolta pericolose.” (Chris Brooks)

  1. La nuova complessità dei “fatti”.

“C’è un dettaglio non trascurabile. E’ il fatto (questo sì è un fatto) che comunque ciascuno di questi accertamenti non può che essere successivo al momento in cui i cittadini del mondo bevono ai rubinetti delle loro fonti d’informazione. E c’è poi la sostanza della realtà. Se non mettiamo i lettori (e tutti gli altri) nella condizione di sapere sempre che sono immersi in un processo d’informazione continua, nessuno di loro sarà in grado di recepire criticamente proprio la processualità del flusso informativo. Nessuno di loro avrà gli strumenti per leggere l’ecosistema mediatico nel quale vive.” (Angelo Agostini)

  1. Tornare a raccontare il lavoro (e tornare al buon giornalismo).

“Il giornalismo è un mercato basato su scambi ed è molto, molto sensibile alle aspettative dei consumatori e su quello che son disposti a pagare.

Questo è tanto più significativo in un momento di declino dei media: soprattutto dei giornali che sono disperatamente alla ricerca di modi per conservare il proprio pubblico. Quindi se quel pubblico vuole solo “celebrities”, otterranno solo “celebrities”. E dato che non sembrano, in sostanza, volere storie sul mondo del lavoro, non le avranno.

Ma il giornalismo non può definirsi come un mestiere che “renda interessante ciò che è significativo”, a meno che non cerchi di fare solo ciò. Le rivoluzioni nel mondo o nei mondi del lavoro sono significative, per milioni di persone. Noi giornalisti viviamo oggi sulla, e della rete, che – a prescindere dal suo effetto distruttivo sui giornali – dà la possibilità di sviluppare settori in modo impossibile prima d’ora. È il momento di lavorare sul giornalismo del lavoro.” (John Lloyd)

  1. Il nuovo ecosistema dei media: la sfida dei social.

“Facebook, Twitter e altri social media stanno rendendo possibile per gli “sherpa” l’attività di guida dei lettori attraverso un’ampia offerta di modalità di accesso a un argomento che includono segnalazioni di altri “sherpa”. In questo modo il lettore può scegliere quali sono le segnalazioni da approfondire a seconda dei suoi interessi particolari. Una parte di ciò è la recente abitudine, ormai familiare, di aggregare contenuti; in altri casi la gestione dei contenuti (“curation”) include l’elaborazione di un contesto, cosicché l’argomento al quale un lettore è guidato diventa facile da comprendere. In questo senso, un articolo che non sarebbe stato ritenuto come di alta qualità diventa davvero di una qualità molto elevata, quando la sua utilità è arricchita da questa ricostruzione del contesto.” (Paul Steiger)

  1. Vivere criticamente la rete.

“Se c’è un fenomeno di fondo nella cultura della rete è proprio la sua capacità di instillare la visione del cambiamento e di incentivare l’azione di chi lo cavalca, partecipando all’evoluzione dell’insieme. La qualità dell’informazione in rete, dunque, non si impone: la si arricchisce con il pensiero e l’iniziativa. Solo vivendo criticamente la rete se ne scoprono i problemi, si immaginano possibili soluzioni, si sperimentano iniziative per realizzarle.” (Luca de Biase)

 

Chrome è il browser più usato?

L’analisi di StatCounter è stata ribattuta qui e là ieri fra i principali siti di tecnologia: Chrome sembra avere superato Internet Explorer.

I conteggi di StatCounter danno ragione al browser di Google, che rispetto alla fine del 2011 ha visto un grande incremento di utenti (a differenza di Firefox, buon terzo, che dopo una lieve flessione sta cominciando a rialzarsi).

In realtà, le cose sono un po’ più complesse.

Google Chrome è il browser più popolare oggi e controlla un sacco di Web che viene valutato dagli utenti. Il design minimale e l’aspetto pulito è ciò che la maggior parte delle persone preferiscono. Non c’è fluff e si è facilmente in grado di cercare in Internet facilmente. Inoltre, uno è salvato dagli annunci inutili che ci sono sugli altri browser. Chrome offre un’interfaccia che la maggior parte delle persone trova facile da usare.

Anche la velocità del browser è ciò che lo rende altamente preferibile. Andando qui ho deciso di utilizzare cromo.

Innanzitutto, la forbice che separa Chrome da Internet Explorer è davvero molto piccola (0,41%). In secondo luogo, il sorpasso era già avvenuto per la durata di ventiquattr’ore il 18 marzo, a testimonianza di un testa a testache dura da un paio di mesi circa.

Inoltre le elaborazioni di StatCounter non sono certo le uniche, e dunque vanno prese evitando i sensazionalismi. Secondo MarketShare, ad esempio, Internet Explorer è ancora saldamente in testa con il 54% di share (e Chrome sarebbe addirittura dietro Firefox).

Tuttavia, al di là dell’attribuzione di un primo posto o meno, quello che è importante e abbastanza certo è il trend in corso (confermato anche da un commento di ComScore riportato dalla CNN): Chrome sta guadagnando progressivamente terreno e la sua popolarità fra gli utenti è in netta crescita.

Il che – nonostante la qualità del browser – non è affatto scontato, visto il gran numero di persone che usano Explorer “di default”, senza pensarci, in quanto banalmente preinstallato su Windows. La scelta consapevole del proprio mezzo di navigazione su internet, però, sta prendendo piede anche fra gli strati più larghi degli utenti.

Del resto, la lotta sembra essere più cruciale per Microsoft che per Google: come nota Greg Sterling intervistato da TechNewsWorld, Mountain View può sempre contare sul suo motore di ricerca (e pensare con tutta calma a come monetizzare il successo Chrome), mentre per Microsoft le cose stanno diversamente.

[22/05/2012]

 

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