Così Mark Perry, professore di economia e finanza alla University of Michigan, ha riassunto graficamente la crisi dei ricavi pubblicitari sui giornali. (I numeri sono relativi ai quotidiani americani, e sono stati aggiustati dall’autore per tenere conto dell’inflazione).

Non c’è molto da commentare, tranne la coincidenza del crollo con la nascita del blogging di massa (come notava Jay Rosen), e l’altrettanto rapida caduta dei ritorni dell’advertising online. Il 2012 sarà l’anno in cui la pubblicità cartacea renderà di meno negli ultimi 62 anni (e quella digitale è messa poco meglio).

Insomma: si è tornati al punto di partenza, ma senza un modello di business chiaro a tutti e senza le prospettive di crescita legate all’epoca del boom. Attenzione all’ottimismo.